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AUMENTO VOLUME DEL SENO: intervento, post-operatorio e scelta delle protesi

Aumento volume del seno - Prof. Antonio Ottaviani Chirurgo Plastico

L’aumento del seno, negli ultimi anni è senza dubbio uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesti, tra le donne.

Il Prof. Antonio Ottaviani, chirurgo plastico con esperienza pluridecennale esegue questo tipo di intervento per l’aumento di volume del seno (mastoplastica additiva) a Roma, Milano e Torino, utilizzando protesi in gel di silicone di ultima generazione.

AUMENTO VOLUME DEL SENO: TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE

La mastoplastica additiva è la procedura chirurgica che permette il rimodellamento e l’aumento di volume del seno. Questo intervento non è indicato solo per coloro che desiderano ottenere un seno di volume maggiore, ma è indicato anche nei casi di asimmetria mammaria e mammella tuberosa. Nel primo caso, quello dell’asimmetria mammaria, la giusta simmetria viene ristabilita utilizzando le protesi per correggere il volume di entrambi i seni e armonizzarne la grandezza. Nel caso della mammella tuberosa, caratterizzata da un’anomalia nello sviluppo del seno che determina una forma lunga e stretta del seno, il chirurgo andrà a correggere il difetto morfologico con l’impianto delle protesi e con la riduzione della cute periaerolare. 

Capita anche a molte donne di avere invece il problema opposto, ovvero quello di un seno molto grande, che può comportare alcuni rischi per la salute, ad esempio il mantenimento persistente di una postura scorretta e l’insorgenza di mal di schiena. In questo caso consigliamo di prenotare un appuntamento con il Prof. Antonio Ottaviani per valutare un futuro intervento di mastoplastica riduttiva a Roma, Milano o Torino. 

L’intervento per l’aumento del seno prevede l’inserimento di protesi in gel di silicone di ultima generazione al di sotto della ghiandola e/o del muscolo grande pettorale, con tecnica “dual plane”, sulla base delle necessità e delle richieste della paziente.

L’IMPORTANZA DI UNA VISITA ACCURATA

Il primo passaggio di un intervento mirato ad aumentare il volume del seno è quello di condurre un’accurata prima visita con il chirurgo. Durante questo consulto, lo specialista si occuperà di studiare  l’anatomia della paziente, valutando insieme a lei la sua condizione di partenza, il risultato a cui aspira e stabilendo così alcuni dettagli fondamentali dell’intervento, quali:

– la taglia di seno che la paziente otterrà dopo l’intervento;

– il tipo di protesi da utilizzare;

– la tecnica chirurgica da impiegare.

Capire i desideri, le motivazioni e le aspirazioni della paziente è infatti fondamentale per orientarla verso l’intervento di chirurgia plastica più appropriato. Non sempre, infatti, la mastoplastica additiva si rivela la scelta migliore. A volte, potrebbe essere invece più indicata una mastopessi, intervento mirato a risollevare il seno e modificarne le forme.

Il Prof. Antonio Ottaviani esegue consulti e visite pre-operatorie nelle sedi di Roma, Milano e Torino.

AUMENTO VOLUME DEL SENO: COME SI SVOLGE L’INTERVENTO?

Nella mastoplastica additiva l’aumento del seno si ottiene mediante l’impianto di protesi mammarie. L’intero intervento si svolge in anestesia generale, ma in casi particolari si richiedere un’anestesia locale con una leggera sedazione.

Per inserire le protesi si effettua un’incisione, che può essere eseguita attraverso tre principali vie d’accesso:

– Via inframammaria: si tratta della via più utilizzata, localizzata nel polo inferiore della mammella;

– Via periareolare: l’incisione viene effettuata nel bordo inferiore dell’areola; nel tempo, la cicatrice tenderà a schiarirsi e verrà così nascosta grazie alla pigmentazione dell’areola stessa;

– Via ascellare (o trans-ascellare): la protesi viene inserita mediante un’incisione di circa 3-4 cm nel cavo ascellare.

 

Posizionamento delle protesi: sotto-ghiandolare e sotto-muscolare

Il consulto con il chirurgo prima dell’intervento servirà a stabilire la migliore via d’accesso per l’inserimento della protesi, oltre che il suo posizionamento sotto-ghiandolare o sotto-muscolare.

Le protesi per il seno possono infatti essere posizionate sia al di sotto che al di sopra del muscolo pettorale. Non si tratta di una preferenza personale del chirurgo, bensì di una scelta che si effettua tenendo in considerazione il rapporto tra il tessuto mammario presente nella paziente prima dell’intervento e il volume della protesi che si andrà ad inserire.

Quando il volume del tessuto mammario è eccessivamente ridotto rispetto alla grandezza della protesi, e non è dunque sufficiente per coprirla adeguatamente, si sceglie generalmente un posizionamento sotto-muscolare. Posizionare la protesi al di sopra del muscolo, infatti, rischierebbe di farne risaltare il contorno. Al contrario, quando il volume del tessuto mammario è sufficiente per coprire l’intera protesi, si può optare per un posizionamento sotto-ghiandolare, al di sopra del muscolo.

È bene precisare che, qualsiasi sia la via d’accesso scelta e qualsiasi sia il posizionamento della protesi per cui si opterà, né l’incisione né l’impianto protesico andranno a toccare la ghiandola mammaria o a interferire con la sua normale funzionalità. Molte donne, infatti, temono che l’intervento per aumentare il seno possa in futuro inficiare la loro possibilità di allattare. Nulla da temere: le tecniche di mastoplastica additiva sono studiate per preservare la ghiandola mammaria, dunque la donna conserverà la sua capacità di allattare in ogni caso. 

 

CHE TIPO DI PROTESI VENGONO UTILIZZATE PER L’AUMENTO DI VOLUME DEL SENO?

Le protesi mammarie utilizzate per la mastoplastica additiva sono realizzate in gel di silicone coesivo. Rispetto alle protesi in soluzione salina, quelle in gel di silicone coesivo tendono a non modificare il loro volume nel tempo. Questo gel, inoltre, è stato scelto per la sua capacità di eliminare il rischio di diffusione del silicone nei rarissimi casi di rottura della protesi. 

Le protesi per il seno si differenziano in base alla loro forma, che può essere fondamentalmente di due tipi:

– Anatomiche, dette anche “a goccia“, sono caratterizzate in genere da un polo superiore più ristretto e un polo inferiore più largo;

– Rotonde, caratterizzate da una forma sferica e simmetrica.

 

Generalmente le protesi anatomiche sono in grado di restituire un risultato dall’aspetto più naturale. Tuttavia, non si può mai affermare che una protesi sia migliore dell’altra, in quanto la qualità del risultato finale dipende sempre da numerosi fattori, quali la forma di partenza del seno, la tecnica chirurgica utilizzata, il posizionamento della protesi e così via. Per questo motivo il consulto pre-operatorio è fondamentale: solo un accurato studio dell’anatomia della paziente permetterà di definire quale protesi sia davvero indicata per ottenere il risultato che si desidera.

 

Protesi per aumento del seno: esiste il rischio di rigetto?

Le protesi per l’aumento del seno sono studiate per ridurre al minimo il rischio di rigetto

Uno dei rischi dell’intervento di aumento del seno può essere la contrattura capsulare.

In fase di guarigione post-operatoria, nel seno si formerà un tessuto cicatriziale attorno alla protesi, detto “capsula periprotesica”, che ha la funzione di separarla dal normale tessuto mammario. Questa condizione si trasforma in una vera e propria complicanza patologica nel momento in cui il tessuto cicatriziale cresce in maniera esagerata, andando ad inspessire e indurire la capsula periprotesica. Tale fenomeno, a sua volta, può interferire con la protesi, deformandola o spostandola e rendendola dunque visibile all’esterno. Oltre a questo difetto estetico, la contrattura capsulare potrebbe provocare anche dolore e irritazione.

L’insorgenza di una contrattura capsulare in genere è più probabile nel periodo che va dalle prime settimane fino ai primissimi mesi post-intervento, mentre risulta meno probabile quando sono trascorsi diversi anni dall’impianto delle protesi. Nonostante l’eventualità di una contrattura capsulare patologica possa spaventare molte pazienti, è bene ricordare che si tratta di una complicanza ormai molto rara, che interessa solo un ristretto numero di casi.

 

AUMENTO VOLUME DEL SENO: TEMPISTICHE POST INTERVENTO

Dopo l’intervento è prevista una notte di degenza in cui la paziente rimane sotto osservazione. Tornerà a casa il giorno dopo, senza drenaggi o medicazioni particolari, ma con la raccomandazione di osservare un riposo assoluto per le 48 ore successive all’operazione. Per i primi 15 giorni dopo l’intervento è indicato l’utilizzo di un reggiseno contenitivo, che ha la funzione di accelerare il processo di guarigione e favorire la stabilizzazione delle protesi. Questo indumento è molto facile da indossare, grazie alla chiusura frontale di cui è in genere dotato; inoltre, è studiato per ridurre al minimo i fastidi del post-operatorio e per contenere un eventuale gonfiore.

Durante le due settimane post-intervento verranno eseguiti dei controlli periodici per monitorare il processo di guarigione. Per le suture vengono usati punti riassorbibili che non dovranno essere rimossi. Si potrà tornare alle normali attività quotidiane dopo 2-3 giorni dall’intervento e alle attività sportive dopo circa un mese. Tuttavia, si raccomanda sempre di consultare il proprio chirurgo plastico per valutare accuratamente il decorso post-operatorio, senza compiere sforzi eccessivi prima di ricevere il suo consenso.

Si raccomanda, inoltre, di evitare l’esposizione al sole per almeno un mese dopo l’operazione. Esporsi al sole potrebbe provocare l’iperpigmentazione delle cicatrici, rendendole più visibili; dunque, anche una volta trascorsi 30 giorni dall’intervento, sarà bene proteggere il seno e le cicatrici con un’adeguata crema solare.

ALCUNI CASI PRIMA/DOPO DI AUMENTO VOLUME DEL SENO A ROMA, MILANO E TORINO, TRATTATI DAL PROF. OTTAVIANI

mastoplastica additiva prima dopo - Prof. Antonio Ottaviani
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mastoplastica additiva prima dopo - Prof. Antonio Ottaviani
mastoplastica additiva prima dopo - Prof. Antonio Ottaviani
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DOMANDE FREQUENTI SULL’INTERVENTO PER AUMENTO VOLUME DEL SENO

Qui una piccola raccolta delle domande più frequenti che le pazienti pongono sulla mastoplastica additiva. Leggendo queste righe è possibile capire se questo sia l’intervento di chirurgia plastica che fa al caso proprio. Per problematiche differenti da un ridotto volume del seno, come ad esempio un seno cadente, è consigliabile invece leggere il nostro articolo sull’intervento di mastopessi, eseguito sempre nelle sedi di Roma, Milano e Torino dal Prof. Ottaviani.

 

Qual è il tempo di riposo consigliato dopo l’operazione di mastoplastica additiva? E dopo quanto si può riprendere un’attività sportiva?

Dopo una settimana dall’intervento si può ricominciare con le normali attività quotidiane, mentre per una regolare attività sportiva si consiglia di aspettare almeno 20 giorni /1 mese.

 

Prima dell’operazione è necessario seguire dei particolari accorgimenti?

Nessuna precauzione particolare tranne, la sera prima, fare un pasto leggero e non ingerire nulla dopo la mezzanotte. Il consulto pre-operatorio per il chirurgo indicherà anche alla paziente se sia necessario sospendere eventuali farmaci assunti fino a quel momento con regolarità. Per le pazienti fumatrici, invece, si raccomanda di smettere di fumare per almeno 2 settimane prima dell’intervento, poiché il fumo interferisce con il processo di guarigione rallentandolo ed esponendo maggiormente al rischio di complicanze.

 

In quali periodi dell’anno è più consigliabile eseguire l’operazione?

Non ci sono periodi più indicati di altri, se non per preferenze personali.

 

In quali casi non è necessario operare tutte e due le mammelle? O è sempre consigliato?

Normalmente si interviene bilateralmente, ma la scelta di intervenire su uno o entrambi i seni dipende dall’anatomia della paziente. In caso di una grave asimmetria, per esempio, si può scegliere di operare una sola mammella.

 

È necessario l’uso dei drenaggi?

L’uso dei drenaggi è subordinato alle preferenze personali del chirurgo. La maggior parte dei chirurghi ne fa uso per evitare la raccolta di una, sia pur minima, quantità di sangue. Bisogna infatti tener conto che, per quanto la dissezione dei tessuti sia eseguita con delicatezza e rispetto delle strutture anatomiche, un piccolo stillicidio ematico è sempre presente. È documentato che anche piccole raccolte ematiche possono aumentare l’incidenza di complicanze come la contrazione capsulare e le infezioni post-operatorie. Per diminuire drasticamente l’insorgere di queste possibili complicanze, preferiamo usare morbidi drenaggi di silicone. La paziente non avvertirà alcun fastidio e verranno rimossi in modo del tutto indolore poco prima della dimissione dalla clinica.

Negli ultimi anni, il Prof. Ottaviani preferisce addirittura non usarne più.

 

Dopo l’operazione di mastoplastica additiva per quanto tempo si devono portare i drenaggi?

I drenaggi verranno rimossi il giorno successivo all’intervento, prima di dimettere la paziente.

 

Dopo l’operazione di mastoplastica additiva è necessaria la degenza in clinica?

In realtà la degenza in clinica non è necessaria per tutti gli interventi. In genere, essa è raccomandata solo per interventi molto lunghi.

Dopo l’intervento di mastoplastica additiva, se la paziente può tornare a casa già il giorno stesso.

Si avverte una sensazione di “freddo” toccando un seno con protesi?

No, si tratta di un falso mito. La protesi, trovandosi a diretto contatto dei tessuti mammari ne assume la temperatura, dunque è impossibile che si provi una sensazione di freddo.

 

Cosa rende consigliabile la sostituzione delle protesi dopo un certo periodo di anni?

Le moderne protesi che si usano oggi negli interventi chirurgici per l’aumento del seno sono estremamente resistenti. Il rischio di una rottura della protesi è minimo e non c’è più bisogno di sostituirle dopo un determinato numero di anni. Non ci sono, infatti, motivi precisi che rendano necessaria una sostituzione. Tuttavia, può essere richiesta per motivi personali come ad esempio a una deformazione traumatica della protesi.

 

È vero che dopo la mastoplastica additiva il seno diventerà duro al tatto?

Si tratta di un altro falso mito. Il seno, dopo la mastoplastica additiva, non diventa duro. Semplicemente, la cute sarà più tesa a causa dell’inserimento della protesi e questo può dare la sensazione di durezza al tatto. Nella maggior parte dei casi la tensione si risolve entro un mese circa dall’intervento. Tuttavia, il ritorno alla normalità dipende esclusivamente dalla qualità e dall’elasticità della cute della paziente. 

 

Potrò allattare i miei figli in futuro, nonostante l’inserimento della protesi?

L’impianto di una protesi per aumentare il seno non inficia la possibilità di allattare un figlio in futuro. Nè l’incisione effettuata né l’inserimento della protesi danneggeranno la ghiandola mammaria.

 

DOVE TROVARE IL PROF. ANTONIO OTTAVIANI

Il Prof. Ottaviani, chirurgo plastico, estetico e ricostruttivo, esegue interventi per l’aumento volume del seno a Roma, Milano e Torino. Per verificare che questo sia l’intervento più adatto alle proprie esigenze è possibile prenotare un consulto per discuterne con il Prof.

Per richiedere un appuntamento è possibile contattare la segreteria del Prof. Ottaviani telefonicamente, via email o compilando l’apposito modulo di contatto.